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Come formalizzare la vostra PMI

Le procedure per costituire una PMI sono molto più semplici di una volta, sia per conseguenza della digitalizzazione, sia perché lo Stato tende ad agevolare le nuove attività imprenditoriali confidando sul fatto che la crescita si gioca sull’innovazione e sulla capacità di creare nuove interessanti realtà. Questa è la ragione per cui le vecchie figure ossificate, costituite dalle tipologie societarie di una volta non hanno più ragione di esistere, pressate come sono non solo dall’esigenza di riformare dall’interno, quanto di rendere il più possibile compatibile il quadro normativo italiano con quello europeo, il quale diviene sempre più preponderante.

Le tipologie di società

Chi ha deciso di diventare un imprenditore, deve per prima cosa avere le idee chiare sul settore di attività in cui intende operare. Il sistema economico italiano prevede tre macro-settori:

  • Primario che comprende agricoltura, foreste, zootecnia e pesca;
  • Secondario che si occupa d’industria manifatturiera, estrattiva, di produzione, costruzioni;
  • Terziario che sono le attività di servizi, compresa la PA.
  • La forma giuridica

La normativa vigente che regola la costituzione di una PMI, come già detto, è divenuta molto più snella e semplifica anche nel momento della costituzione di nuove realtà societarie. Parliamo, ad esempio, delle società di capitali, che sono differenti dalle società di persone, in quanto nelle prime la responsabilità patrimoniale dei soci è nettamente separata da quella della società, eccezion fatta per i soci accomandatari nella società in accomandita per azioni.

Per legge ora, al fine di costituire una società per azioni (S.p.A.) o in accomandita per azioni (SAPA), sono necessari 50.000 euro di capitale a fronte dei 120.000 prima previsti. L’obiettivo del governo, in questo senso, è stato quello di creare start up azionarie, sulla scorta delle esistenti normative UE. Per questo tipo di società c’è inoltre la possibilità ei emettere azioni a voto plurimo.

Per costituire una società a responsabilità limitata (S.R.L.) Invece erano sufficienti 10.000 euro ma ora, in base alla nuova normativa, si possono validamente costituire società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). In questo caso il capitale sociale deve essere ricompreso fra 1 e 9.999 euro. Questo tipo di società va costituito per atto pubblico, ma non si pagano gli onorari notarili, e nemmeno i diritti di segreteria e il bollo ha seguito del deposito nel registro delle imprese.

Si pagano invece i diritti annuali alla Camera di Commercio, l’imposta di registro e la denuncia d’inizio attività. Nelle SRLS gli amministratori non devono più essere soci.

Le cooperative

La nuova riforma societaria ha portato novità anche nella costituzione delle società cooperative. Le cooperative sono un tipo di società a capitale variabile. Secondo il nostro Codice Civile una cooperativa è una società che si costituisce per gestire in comune un’impresa che abbia in primo luogo lo scopo di garantire ai soci stessi, quei beni e servizi per i quali la cooperativa stessa è nata. Per costituire una cooperativa fino al 2001 ci volevano nove soci, il nuovo diritto societario ne prevede un minimo di tre. La quota di capitale sociale da versare inizialmente non deve essere inferiore a 25 euro. Ovviamente la quota del capitale sociale deve far fronte almeno alle spese di costituzione della società stessa. Una società cooperativa, infatti, si può costituire solo con atto pubblico redatto da un notaio.

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Articolo pubblicato su Settembre 13, 2022 di Lucio Rossi

Ultimo aggiornamento Settembre 13, 2022 di Lucio Rossi